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TO11

A proposito delle celebrazioni

" TORINO 11 "


Sono gią sono comparsi i primi cartelloni con la scritta TO11 per prepararci alle celebrazioni del 150° anniversario dello stato italiano. Nel 1861 infatti i Savoia terminavano la conquista, con armi proprie ed altrui, dell'intera penisola.
Un avvenimento indubbiamente gravido di conseguenze per tutti i popoli coinvolti.


La retorica letteraria risorgimentale, il nazionalismo fascista e la storia raccontata sui libri di scuola come un susseguirsi di nobili azioni e plebiscitarie adesioni popolari hanno ricacciato nel silenzio le voci critiche di molti autorevoli osservatori dell'epoca, dal lombardo Cattaneo al francese Proudhon. Ma hanno anche zittito voci ancor pił importanti, quelle delle popolazioni interessate, indifferenti quando non ostili a ciņ che accadeva appena ebbero chiaro che quel cambiamento non era, né, fatto a quel modo, avrebbe potuto essere, l'atteso miglioramento delle loro condizioni di vita.


Molto ebbero a soffrire il Piemonte, e Torino in particolare, in quegli anni.
La cittą, da secoli capitale laboriosa, ordinata e civile, si vide d'un tratto asportare l'intero apparato amministrativo statale e le industrie ad esso collegate, nate e nutrite dalla sua storia e dalla sua cultura, piombando cosģ in una crisi senza precedenti.
Un compenso invero la cittą lo ebbe e fu la sanguinosa repressione delle sue pacifiche manifestazione di protesta.
Dopo due giorni di massacro indiscriminato (21-22 settembre 1864, governo italiano Minghetti) si contarono in piazza San Carlo 52 morti e 187 feriti. Il fatto č ricordato da una piccola lapide posta qualche anno fa sul luogo dell'eccidio dal Comune di Torino solo dopo le reiterate insistenze di un'Associazione culturale piemontese.




Eccidio di Torino, piazza San Carlo (1864, stampa di Giacomelli)


Il trasferimento della capitale segnņ l'inizio di un'interminabile lista, tutt'ora aperta, di attivitą, enti istituzionali, uffici ed iniziative industriali e culturali trasferite dal Piemonte, dov'erano nate e si erano sviluppate, altrove.


Celebrazioni TO11.
L'amministrazione comunale di Torino č pronta all'azione.
Ci attendono manifesti sui muri e sui tram, spot radiotelevisivi, siti internet dedicati, opuscoli, discorsi ed altro ancora.
Ma gli animi restano freddini a causa dei molti nodi venuti al pettine nel corso dei 150 anni in questione,
e si temono inoltre nuovi bilanci in rosso stile olimpiadi e sperperi da ripianare con denaro pubblico.


Queste celebrazioni non devono risultare uno stucchevole e costoso coro all'unisono che ignori le gravi storture e le nequizie che hanno accompagnato quegli avvenimenti, e di cui tuttora si sopportano le conseguenze.
La veritą storica ripudia gli abbellimenti, la retorica e le omissioni. Tacerla nella sua completezza č un facile modo per impedire ogni cambiamento.


L'Associazione "Nņste Rčis" propone a tutti coloro che condividono questa visione un incontro per discutere la fattibilitą di un'iniziativa comune per una voce alternativa alle celebrazioni ufficiali.


(per contatti, v. questa pagina)

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