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Corsi per le scuole



Proget regional për l’ansëgnament dla coltura, dla stòria e dla lenga piemontèisa ant le scòle ’d minca órdin e gré

Progetto regionale per l’insegnamento della lingua, della storia e della cultura piemontese nelle scuole di ogni ordine e grado



Cors ëd lenga piemontèisa për le scòle..-..Corsi di lingua piemontese per le scuole

2011-2012


Corsi gratuiti di lingua e cultura piemontese per le scuole

In Piemonte i corsi di piemontese nelle scuole sono stati resi possibili dall’impegno e dal lavoro di quanti, letterati, artisti, politici, semplici cittadini, hanno creduto fermamente nel valore delle culture locali e nella necessità di trasmetterle attraverso l’insegnamento alle generazioni future. La loro attività si è estrinsecata nelle leggi regionali del 1990 e del 1997 che definiscono il piemontese come lingua storica della regione e stanziano dei fondi per il suo insegnamento nelle scuole e per la formazioni dei docenti. Anche la legge regionale del 2009 è in parte orientata in questo senso.

A partire dal 2000, con il sostegno della Regione Piemonte, si sono organizzati ogni anno dai 150 ai 200 corsi in tutte le province del Piemonte con una media di 1500, 2000 alunni interessati per anno. Negli ultimi anni molte domande hanno dovuto essere respinte a causa del taglio dei finanziamenti regionali.

I corsi sono particolarmente diffusi nelle scuole primarie ma sono presenti anche nelle scuole secondarie inferiori e superiori per quanto la richiesta sia meno marcata a causa del prevalere di insegnanti che per motivi ideologici considerano con diffidenza l’interesse alla parlata locale. Vi si insegna a leggere e a scrivere in piemontese, si fa conversazione, si leggono i testi letterari e di attualità, si preparano recite. In qualche caso si usa il piemontese come lingua veicolare per le varie materie scolastiche.

I programmi, preparati da una commissione di docenti con la supervisione del direttore scientifico del progetto, sono adattati al livello scolastico ed alle esigenze delle singole classi. Si utilizzano materiale didattico e testi (totalmente gratuiti) appositamente preparati che tengono conto dei vari livelli. I docenti si formano nei corsi regionali e sono tenuti costantemente aggiornati attraverso seminari di approfondimento.
L’insegnamento si basa sul piemontese della
koinè ma se necessario tiene conto della variante locale della classe in cui si svolge il corso.

I corsi di piemontese possono affiancarsi efficacemente all’insegnamento della una lingua straniera, permettendo illuminanti comparazioni linguistiche ed etimologiche. Inoltre il vivere e sperimentare la cultura storica è una esperienza formativa fondamentale per chi vuole acquisire una coscienza critica e comprendere il proprio ruolo all’interno della società. Le stesse istituzioni internazionali richiedono la valorizzazione e la salvaguardia delle lingue e delle culture locali quali apportatrici di valori comportamentali e culturali essenziali per la formazione della persona. Ad esempio l’Unesco, nel suo Red Book on endangered languages, cita il piemontese come lingua minoritaria meritevole di tutela.

Uno studio dell’IRES uscito alla fine del 2007 ha messo in luce che il piemontese è conosciuto dal 70% delle persone che abitano in Piemonte, cioè da circa 2 milioni di persone, e che almeno un milione e mezzo ne ha qualche nozione. Lo stesso studio mette in luce che un buon numero di persone scolarizzate e con competenze linguistiche in lingue straniere ritiene importante l’uso della parlata locale.

Di fatto oggi il dibattito sui dialetti e le lingue storiche è più che mai attivo, e le persone interessate ad approfondire la conoscenza della cultura del luogo in cui vivono sono sempre più numerose. Tra gli allievi e gli insegnanti dei corsi l'entusiasmo è grande. Tuttavia ci sono ancora molte difficoltà da superare perché la diffidenza nei confronti del piemontese e in genere della cultura ad esso legata è stata sedimentata da un’azione di permanente svilimento da parte dei media. In questo senso è determinante l'apporto dei giovani, meno condizionati degli adulti dagli stereotipi di certi intellettuali che “fanno opinione”.

Si attende che il parlamento italiano accolga le istanze di quanti vogliono che il piemontese sia riconosciuto come lingua autonoma anche dalla legge italiana e non soltanto da linguisti e da esperti delle università europee. In questo caso il suo insegnamento entrerebbe a far parte dei programmi curricolari, come prevede la riforma della scuola e potrebbe quindi essere esteso a tutte le scuole del Piemonte che ne fanno richiesta.


Piano di lavoro

Modulo 1 (di base)

Alfabetizzazione
Poesie, fiabe, racconti
Cenni di storia
Musiche e danze popolari
Piccole recite teatrali

Il territorio

Modulo 2 (approfondimento)

Morfologia e sintassi
Nozioni di linguistica
Letture avanzate
Cenni di letteratura
Cenni di storia e civiltà
Recite teatrali
Musica e canto popolare
L'ambiente naturale

È prevista una stretta collaborazione con gli insegnanti di classe


Per informazioni sui corsi
e richiesta dei programmi:


Nòste Rèis
Associazione Culturale Piemontese

tel. 011 5217286 / 338 5307196 / 349 3151304
info@nostereis.org
presidenza@nostereis.org

orario segreteria 9-18


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2011-2012

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Possono essere stampati o salvati dal proprio visore pdf

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